Terminata la seconda stagione del remake V, ancora grande incertezza sul rinnovo della serie creata da Scott Rosenbaum che al recente WonderCon di San Francisco ha voluto dare qualche anticipazione su una potenziale terza serie, che però ha tenuto a precisare ancora non ha ricevuto luce verde dalla rete.
Dopo il salto trovate tutte le anticipazioni riportate da Spoiler Tv, ma come di consueto avvertiamo chi non avesse ancora terminato la visione della seconda stagione che il proseguo dell’articolo contiene SPOILER.
Rosenbaum è entusiasta di come si è evoluta la serie, all’indomani del doppio finale di stagione Mother’s Day secondo l’executive la serie è pronta al passo successivo con una resistenza terrestre ormai globale e organizzata, lontana dallo sparuto gruppo di resistenti che ha dato il via alla prima stagione e che l’executive paragona metaforicamente ai libici, Rosenbaum è molto eccitato all’idea di avere una vera e propria organizzazione pronta a dare battaglia ai Visitatori infliggendpo danni reali e consistenti ai piani di Anna.
Dopo la morte di molti personaggi chiave nel gran finale, tra questi Ryan, Tyler e Diana, tutti accadimenti che hanno dato una repentina accellerazione alla narrazione, Erica dovrà confrontarsi con la morte del figlio ed Anna si troverà contrastata a più livelli da una resistenza terrestre coordinata ed efficace, ma anche dal pericolo di una rivolta su vasta scala dall’interno, tutto ciò racconta l’executive servirà da apripista alla seconda parte del piano d’invasione di Anna con un sostanziale ampliamento della mitologia.
Rosenbaum purtroppo non può contare sulla sicurezza di un rinnovo in tasca, quindi è piuttosto cauto, tra i suoi desideri ci sarebbe un ruolo da regular per il veterano Marc Singer e anticipa che il ritmo degli episodi e il tenore della messinscena ricalcheranno ciò che abbiamo visto negli ultimi episodi della seconda stagione, gran finale compreso niente a che vedere con la prima parte della serie dove la rete gli aveva esplicitamente chiesto di rallentare, cosa che l’executive avrebbe fatto, ma scelta che Rosenbaum ha confessato non essere nelle sue corde.