Fringe, il Dr. Walter Bishop

di Redazione Commenta

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IN UN UFFICIO DELL’FBI…

Dobbiamo trovare qualche notizia riguardo un certo Walter Bishop, dottor Walter Bishop, sembra che ai piani alti servano delle pezze d’appoggio per supportare una richiesta di dimissione, pare che questo Bishop sia ricoverato da diciassette anni in un istituto psichiatrico.

Non si trova granchè, sembra comunque che il suo curriculum sia di prim’ordine, allora vediamo un pò… nato a Cambridge nel ’46, quoziente intellettivo di 196, laureato ad Harvard e studi post-laurea ad Oxford e presso l’MIT, vedovo, il parente più prossimo è suo figlio Peter. non risultano indirizzi utili, sembra che il figlio non si sia mai fatto vivo durante questi diciassette anni, ed ora è proprio lui a chiedere la custodia del padre.

Gli anni post-università hanno parecchi buchi neri,  nel file si accenna ad esperimenti estremi praticati presso un laboratorio dell’universita di Harvard, nulla sul contenuto delle sue ricerche, comunque si accenna a cavie umane e ad un incendio che distrusse attrezzature e  laboratorio e causò la morte di una giovane assistente.

Qui ad integrare le informazioni abbiamo i rapporti delle autorità locali, Bishop venne accusato di omicidio colpos0 per la morte della sua assistente, alle accuse si aggiunsero anche una certa instabiltà mentale e le cavie umane utilizzate nei suoi esperimenti, un bel mix che ha prodotto una condanna e l’internamento nell’istituto di igiene mentale di Saint Claire.

Qui ho anche qualche accenno al lavoro di Bishop, la maggior parte dei file sono classificati o incompleti, comunque da quel poco che si  può intuire questo Bishop si occupava della cosiddetta scienza di confine, una sorta di branca non ufficiale della scienza, ora capisco la deriva psicotica, qui si viaggia sul filo del sovrannaturale e dell’inspiegabile, roba da scienziati pazzi e cospirazioni governative alla X-Files.

Mi sembra che abbiamo tutto il materiale necessario, il fascicolo va consegnato in duplice copia all’attenzione dell’agente speciale Philippe Broyles e dell’agente Olivia Duhnam, è lei che ha richiesto la documentazione, allega al fascicolo anche i referti psichiatrici e neurologici, e non dimenticare il file su Peter Bishop, la Dunham ne ha fatto esplicita richiesta.

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